lunedì 27 maggio 2013

Essere geniali così e fare tabloid

Axel Springer è l’editore del tabloid più venduto d’Europa, Bild. Il suo direttore — qui si dice redattore capo, però — rientra in Germania dopo un anno di apprendistato nella Silicon Valley proprio in questi giorni. Si chiama Kai Diekmann, ha fatto dimettere un presidente della repubblica. Al momento non importa chi sia, che faccia abbia, quanta gente lo odi o quanti armadi ripieni di scheletri porti con sé. C’è una cosa che quella fabbrica della fuffa che è Bild sa fare meglio degli altri: comunicare. Per imparare a farlo ancora meglio, il capo è andato in California per un anno; il capo. E ne è uscito questo. Scusate, cappello, tanto.
Alessandro Alviani


PEZZO DI Tommaso Lana, lunedì 27 maggio 2013, alle 17:29 | scarti
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giovedì 7 marzo 2013

Agnello di Bach che togli i peccati eccetera

Questo è Ludwig van, un film scritto e girato da Mauricio Kagel, uno che nella sua vita ha fatto tante cose tutte bene. È un pezzo di Repubblica Federale Tedesca nel 1969, quando a Riccione c’era il Frankfurt Bar.


PEZZO DI Tommaso Lana, giovedì 7 marzo 2013, alle 23:05 | Orsi d'argento


domenica 3 febbraio 2013

Il mescolone, ovvero: primi test di modernità

Sono passate quasi due settimane dall’inizio di una cosa che i giornali e la tele chiamano ‘dibattito sul sessismo’. Mi sono fatto un’idea, in parte sul presunto dibattito, molto di più sul modo in cui il fenomeno in corso viene raccontato ai tedeschi, a chi non è tedesco e sa l’inglese, a tutti gli altri.
Scrivo dopo aver letto il pezzo di Angela Manganaro sul Sole 24 Ore che parla del dibattito raccontando di un «putiferio», cioè, stando a G. Devoto e G. C. Oli, un ‘litigio rumoroso e violento’, che pare si sia «scatenato» proprio qua.
Per chi arrivasse solo ora, racconto anche il precedente, a modo mio, come hanno fatto tutti gli altri fin qui, del resto.
Stern è un settimanale di carta patinata fatto di servizi con fotografie a tutta pagina e qualche reportage, non fa più i grandi numeri di una volta, ma — dice Wikipedia — riesce comunque a raggiungere più o meno 7 milioni e mezzo di lettori a botta, cioè più di un tedesco su dieci, senza contare il traffico dell’edizione online. Nel numero della scorsa settimana Stern ha pubblicato il ritratto di un politico sapendo benissimo di stare puntando a tutt’altro: forse a montare uno scoop partendo da una minuzia di gossip, diminuire il numero dei resi (c’è la crisi della carta) e magari tornare anche a far parlare di sé, almeno per un po’.
Il ritratto uscito su Stern di Rainer Brüderle (FDP), conservatore di vecchia data, oggi candidato premier per il suo partito dopo il controverso esito delle ultime elezioni regionali, non c’è: lì dentro c’è la cronaca dell’incontro tra quel politico e la giornalista autrice del pezzo, la quale racconta di essere stata costretta a difendersi dalle imbarazzanti moine del suo intervistato, che ci ha provato, male, facendo allusioni a parti del corpo, ripetutamente: una pena. Nel breve testo c’è la storia di un sopruso sul luogo di lavoro associato a un giudizio definitivo su un maschio, lui, quello, Rainer Brüderle. E poi c’è il contesto: la cosa risale a oltre un anno fa, l’incontro è avvenuto nel bar di un albergo, di notte, a lavoro finito, il giorno prima di un importante evento politico del partito di Brüderle. Continua a leggere >


PEZZO DI Tommaso Lana, domenica 3 febbraio 2013, alle 11:27 | Internètz
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domenica 27 gennaio 2013

#songhecrucche: 8ª puntata

Questo è #songhecrucche, il pop tedesco a colazione. Oggi: Erdmöbel, che ormai conoscete, in versione inverno, però. Buona domenica.

tutte le puntate, qui.


PEZZO DI Tommaso Lana, domenica 27 gennaio 2013, alle 10:13 | Mucke
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domenica 13 gennaio 2013

#songhecrucche: 7ª puntata

La rubrica domenicale di pop tedesco per la vostra colazione apre alla chanson satirica.
Il nuovo aeroporto di Berlino, il BER, ha parecchi problemi: forse non aprirà mai. Thomas Pigor (lui, un genio) ci ricama sopra. Ha messo dentro tutto: gli appuntamenti mancati, Willy Brandt  — a cui, casomai, sarà dedicato il BER — il discorso di Reagan del ‘92 (‘Mr. Gorbachev, open this gate!‘), Marlene Dietrich e il perculatissimo sindaco Wowereit: con la sabbia, la pianura e il grigio del Brandeburgo.
Siete nell’«aeroporto più silenzionso del mondo», buona domenica.

tutte le puntate, qui.


PEZZO DI Tommaso Lana, domenica 13 gennaio 2013, alle 09:53 | Mucke
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lunedì 7 gennaio 2013

Al nono posto, così

Esiste una sola situazione capace di prendere in blocco l’informazione tedesca, imbrigliarla, accompagnarla nelle sabbie mobili e permettere all’opinione pubblica di assistere, ad ogni secondo che passa, al peggioramento graduale della condizione di disagio in cui si è andata a cacciare: è quando accade un fatto qualsiasi in cui sono coinvolti contemporaneamente Israele, qualche cittadino tedesco che goda di un po’ di notorietà nel suo paese e un grappolo di malintesi culturali.

Il Simon Wiesenthal Center di Los Angeles è considerato l’istituzione più importante a livello mondiale se si parla di documentazione, mappatura, prevenzione e contrasto dell’antisemitismo. A fine anno questo istituto diffonde una classifica, la Top Ten Anti-Semitic/Anti-Israel Slurs. Per il 2012, al nono posto di una lista da pelle d’oca alta sei dita (qui, in PDF) c’è il giornalista e editore tedesco Jakob Augstein.

Un pezzo uscito a fine dicembre sul Jerusalem Post, che riprende il comunicato stampa del Simon Wiesenthal Center (da qui in avanti, SWC) dedica più di un terzo dello spazio a Jakob Augstein e lo presenta così:

The German Spiegel magazine online columnist Jakob Augstein, who owns the left-wing weekly Freitag, joined the list of anti-Semites at spot No. 9. The Wiesenthal Center listed him under the caption “Influential German media personality’s bigotry,” and cited a series of quotes, including, “With backing from the US, where the president must secure the support of Jewish lobby groups, and in Germany, where coping with history, in the meantime, has a military component, the Netanyahu government keeps the world on a leash with an ever-swelling war chant.”

Another quote from Augstein declared that “Israel’s nuclear power is a danger to the already fragile peace of the world. This statement has triggered an outcry. Because it’s true. And because it was made by a German, Günter Grass, author and Nobel Prize winner. That is the key point. One must, therefore, thank him for taking it upon himself to speak for us all.”

The columnist also trashed ultra- Orthodox Jews in Israel, writing, “But the Jews also have their fundamentalists, the ultra-Orthodox haredim. They are not a small splinter group. They make up 10% of the Israeli population. They are cut from the same cloth as their Islamic fundamentalist opponents. They follow the law of revenge.”

In September, author and journalist Henryk Broder, one of Germany’s main experts on modern anti-Semitism, termed Augstein “a pure anti-Semite…who only missed the opportunity to make his career with the Gestapo because he was born after the war. He certainly would have had what it takes.”

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PEZZO DI Tommaso Lana, lunedì 7 gennaio 2013, alle 13:48 | scarti
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lunedì 7 gennaio 2013

La notizia di gossip dell’anno

Dice Bild che l’ex presidente e sua moglie si separano. Se abitate alle pendici delle Alpi o in pianura e nelle prossime ore vi capitasse di sentire il cielo ridere, non spaventatevi: viene da quassù, sono 80 milioni. Forse, stando in silenzio, ce la si fa fino a Pavia.


PEZZO DI Tommaso Lana, lunedì 7 gennaio 2013, alle 11:28 | Il polpo Paul
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domenica 6 gennaio 2013

#songhecrucche: 6ª puntata

In questo #songhecrucche c’è l’autoimbarazzo di quello che va all’estero in un paese di cui non conosce la lingua, si ritrova in albergo, accende il vecchio televisore di sottomarca, prende un canale a caso e inizia a ridere degli autoctoni, del ricchionismo e della ciccia. Be’, ora che lo sapete, il refrain del brano di pop tedesco per la vostra colazione della domenica di oggi fa così: «Non voglio un salario minimo, voglio l’amore minimo garantito». E a inizio gennaio, col freddo e le nubi, secondo me questa roba può servire. Loro sono Die Türen, mettete forte. Buona domenica.

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PEZZO DI Tommaso Lana, domenica 6 gennaio 2013, alle 09:51 | Mucke
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martedì 1 gennaio 2013

#songhecrucche del prim de l’ànn

Il proposito per il 2013 è di tornare a scrivere molte più cose crucche tra un pezzo di pop tedesco e l’altro; e far girare il blog in mezzo ad altra roba della rete.
Voi tornateci, magari ditelo anche agli altri. Buon anno, eh.

Oggi: Erdmöbel (che piacciono, lo so).

tutte le puntate, qui.


PEZZO DI Tommaso Lana, martedì 1 gennaio 2013, alle 11:44 | Mucke
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martedì 25 dicembre 2012

#songhecrucche di Natale

C’è chi come il titolare non riesce a fare a meno di sua maestà J.S. Bach, e allora si va qui e si mette forte. Poi ci sono quelli che hanno scoperto il pop tedesco facendo colazione con #songhecrucche: oggi c’è ‘Lametta’, il pezzo di Natale degli Erdmöbel, con Maren Eggert. Auguri a tutti.

tutte le puntate, qui.


PEZZO DI Tommaso Lana, martedì 25 dicembre 2012, alle 08:36 | Mucke
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