martedì 24 dicembre 2013

#jauchzetfrohlocket (2)

Ernst Haeckel, Kunstformen der Natur (1904). Buon Natale.
Gli auguri degli anni scorsi, qua e qua.
( brainpickings.org)


PEZZO DI Tommaso Lana, martedì 24 dicembre 2013, alle 19:00 | scarti


domenica 1 dicembre 2013

#songhecrucche: 10ª puntata

Eccoci, prima d’Avvento, candela accesa, seconda o terza tazza di caffè, biscotti alla cannella. Torna #songhecrucche, il contenitore di pop tedesco per le vostre colazioni domenicali. Oggi: Die Höchste Eisenbahn cioè un progetto di artisti provenienti da diverse band che sono riusciti a sdoganare l’equazione cantautore – pippone. Dopo una lunga fase di live e di Ep, a novembre è uscito finalmente un loro disco per l’etichetta (molto figa) Tapete Records; tutto bello, molto ben fatto, testi profondamente crucchi nel contenuto, suoni dai Settanta ai Novanta. Un disco da domenica in cucina, dolci alle mandorle, due salti, qualche abbraccio molto intenso.
Provate con questa qua sopra e poi, casomai, il resto si trova qua. Buona domenica.

tutte le puntate, qui.


PEZZO DI Tommaso Lana, domenica 1 dicembre 2013, alle 10:29 | Mucke
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domenica 13 ottobre 2013

#songhecrucche: 9ª puntata

Allora, ha già fatto un po’ freddino, poi è tornato il tiepido con i fulmini e la grandine, ché «It’s Global Warming, Stupid» e succede adesso. Oggi invece il mio amico Nino direbbe che «pengue». Bene, è autunno, ricomincia #songhecrucche, il vostro contenitore musicale di suoni pop molto tedeschi per la colazione della domenica. Questa settimana c’è il Käptn Peng con Die Tentakel von Delphi.
Il pezzo del #songhecrucche si chiama Der Anfang ist nah ed è il singolo che apre il loro primo disco, Expedition ins O. È una roba da tacatacatacatacami la spina con dentro tanti suoni belli dei primi Novanta, quando questi, a esagerare, avranno avuto tre anni. L’album è buono per intero, i testi randellano, il Käptn è uno matto matto, e se vi piace l’esempio qua sopra, il resto lo trovate qui.
Mettete forte, buona domenica.
( Kathleen Hoffmann)

tutte le puntate, qui.


PEZZO DI Tommaso Lana, domenica 13 ottobre 2013, alle 09:35 | Mucke
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lunedì 23 settembre 2013

Guarda, guarda che roba

Al termine della tornata elettorale più molle di sempre — difficile vederla così, lo so, se avete già letto i titoli dei giornali di questa mattina — metto due soli video nel mio cassetto delle cose crucche. Uno è quello del dibattito televisivo post elettorale di ieri sera, la puntata speciale del programma Die Berliner Runde, un totem della storia della tv che va in onda la domenica del voto sul primo canale della televisione pubblica. Qui c’è il video, lo userò a boomerang, anzi a randello, nei prossimi quattro anni. È il migliore esempio per raccontare la non comunicazione di Angela Merkel, ovvero: come si faccia a stravincere, andare alla tele, non dire nulla, evadere le domande, rassicurare, temporeggiare, dire ancora meno, farsi strappare le parole, ma no, nulla, nessun contenuto, nemmeno la faccia.
Utilizzerò il video anche per ricordare il comportamento del suo avversario diretto, il buon Peer Steinbrück: battuto e ancora agguerrito, professionalissimo, preciso, saggio, pronto a esporre dati e spiegarli, consapevole di essere a favore di camera mentre guarda in cagnesco i suoi avversari e abile a dire bullshit con un sorriso.

Il secondo video è la cosa più bella prodotta durante la campagna elettorale appena terminata. È un’intervista concessa dalla moglie di Peer Steinbrück, in presenza del candidato, durante un radunone estivo della SPD. Una delle migliori giornaliste televisive di questo paese, Bettina Böttinger, chiacchiera con la famiglia Steinbrück per un’ora. Ed è una meraviglia di drammaturgia, tempistica, contenuti, spontaneità, stile. Sul palco ci sono tre fenomeni: attorno c’è un partito a cui manca molto per saper rivincere, ma ne ho già parlato qui.

Il grande difetto di questo miracolo della comunicazione video è il modo in cui è stato offerto al pubblico. L’intervista infatti è andata in onda una domenica d’estate, verso le undici del mattino, su un canale di YouTube e niente più. Perle ai pochi: così si perde.


PEZZO DI Tommaso Lana, lunedì 23 settembre 2013, alle 09:24 | Telefunken
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sabato 21 settembre 2013

Missing Schröder, Gerhard Schröder


Domani si vota e il partito di Gerhard Schröder perdevincerà. Proprio così. La SPD non prenderà nessuna vera batosta; c’è anche la possibilità che si ritrovi ad essere forza di maggioranza nel terzo governo Merkel: che disastro. Forse vale la pena ricordare che essere il secondo partito in una grande coalizione equivale ad aver offerto le insegne all’avversario, e non, essere i detentori della medaglia d’argento, come proveranno a dire i vari Sigmar Gabriel, Andrea Nahles e compagni (nomi a cui non serve dare una faccia) nel caso la FDP, attuale alleato di Merkel, non farà risultato.

Domani i miei amici che votano socialdemocratico andranno avanti a parlare di Hannelore Kraft come stanno facendo da mesi. Lei è la prossima candidata — non ancora ufficiale, ma siamo lì — per il posto di cancelliere. «Lei sì che spacca i culi», dicono i miei amici mentre si parla del buon Peer Steinbrück. E io, tra me e me ogni volta penso: «Missing Schröder, Gerhard Schröder». Ormai quest’espressione è diventata una specie di personalissima preghiera, un hashtag sui miei socialini, uno scudo anti pippone di ogni specie, una coperta per proteggere i ritratti di Tony Blair e Bill Clinton e i ricordi di un’idea di politica che a me pareva buona e piace ancora.

La Third Way piaceva anche a Merkel, tanti anni fa, prima della crisi. A Merkel sono piaciute anche le riforme di Schröder, tanta roba fatta con coraggio, sapendo che qualcosa sarebbe andato storto, ma con la speranza che dei buoni politici avrebbero saputo anche capire gli errori e migliorare i contenuti, invece che liberarsi in malo modo dell’unico volto presentabile per poter rivincere. Continua a leggere >


PEZZO DI Tommaso Lana, sabato 21 settembre 2013, alle 09:04 | Roba politica
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mercoledì 4 settembre 2013

Molli vs. supermolli (fuori tempo massimo)

Tra lunedì e oggi sono usciti racconti in molte salse sull’unico confronto televisivo tra Angela Merkel e Peer Steinbrück previsto nella campagna elettorale in corso. Gli amici del Post hanno tirato le somme nella maniera più semplice ispirandosi a una reazione a caldo di Spiegel Online, ché se non succede quasi nulla, è molto più saggio trovare un buon titolo fedele all’accaduto che inventarsi una storia di sana pianta: trasformare un pareggio senza reti tra Ascoli e Cremonese giocato a novembre inoltrato nel grigiume della bassa lombarda in partita del secolo serve davvero a pochi. Ma arricchire il nulla piace a molti, non solo in Italia. Così un dibattito molto noioso in cui non si arrivava mai a nessun dunque, a parte una dichiarazione sui pedaggi autostradali e qualche occhiataccia che aveva più l’aria di esprimere la stanchezza domenicale dei due personaggi che una vera idea di sfida, è servito da materiale di recupero per ipotesi avvincenti e pronostici complessi su cose politiche relativamente note e da tempo ben consolidate. Come non dare spazio alla creatività dell’esperto? Come non caricare il racconto di una trasmissione — visti i numeri dei sondaggi abbastanza ininfluente — di esotismo, ribaltoni, ipotesi di coalizione rivoluzionarie e, soprattutto, carrettate di articoli determinativi femminili, ché in tedesco, così si pensa, due su tre ci prendi?

Il duello televisivo, per dirla con Kurt Kister — che ha firmato un gran pezzo al sarcasmo sulla Süddeutsche Zeitung di carta di ieri (SZ Nr.203, pagina 3) — è da sempre un programma pensato per gli elettori indecisi e generalmente disinteressati di cose politiche. In Germania la folla non militante né schierata rappresenta un buon 40% degli aventi diritto di voto, quindi ha senso fare del confronto tv un ottimo prodotto. I duellanti devono esprimere le loro idee con chiarezza, ma soprattutto conquistare il famoso paese reale con presenza scenica, pose accattivanti, paroloni e sicumera. Per chi ha già un’opinione, il duello in tv è l’occasione per insultare forte lo sfidante che non si voterà a quel giro dalla pace del divano di casa.
Chi fa il mestiere di raccontare il confronto, si presume a chi non lo abbia già visto con i propri occhi — i giornalisti, non dovrebbe trovare nella sera del dibattito molto più materiale di quello già raccolto, a meno che uno dei duellanti non decida di impazzire in diretta, contravvenire alle regole prestabilite del dibattito e trasformare la natura dello show.

Domenica sera ho visto il programma, ho provato anche a fare un po’ di spiega su twitter. Ho fatto fatica. Era televisivamente impossibile. Merkel e Steinbrück non c’entrano, poveri loro. Continua a leggere >


PEZZO DI Tommaso Lana, mercoledì 4 settembre 2013, alle 21:16 | Telefunken
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martedì 13 agosto 2013

Bughi estivi, #songhecrucche ad agosto

Niente, questo format nato per le colazioni domenicali dell’inverno crucco esce oggi in edizione speciale e presenta il nuovo singolo molto romagnolo e bacioso degli Erdmöbel. Poi un giorno questo blog tornerà ad essere un posto serio. Buone vacanze.

tutte le puntate, qui.


PEZZO DI Tommaso Lana, martedì 13 agosto 2013, alle 14:50 | Mucke
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mercoledì 26 giugno 2013

«But we have never had to put a wall up to keep our people in, to prevent them from leaving us»

Ho quasi trentacinque anni e questo sopra è il mio JFK, se ci penso. Oggi, 50 anni fa, quel signore chiudeva la sua visita ufficiale nella Repubblica Federale Tedesca con un discorso, a Berlino Ovest. Mettete forte.

Qui ci sono il video e il testo di quel discorso.


PEZZO DI Tommaso Lana, mercoledì 26 giugno 2013, alle 15:17 | Telefunken
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lunedì 27 maggio 2013

Essere geniali così e fare tabloid

Axel Springer è l’editore del tabloid più venduto d’Europa, Bild. Il suo direttore — qui si dice redattore capo, però — rientra in Germania dopo un anno di apprendistato nella Silicon Valley proprio in questi giorni. Si chiama Kai Diekmann, ha fatto dimettere un presidente della repubblica. Al momento non importa chi sia, che faccia abbia, quanta gente lo odi o quanti armadi ripieni di scheletri porti con sé. C’è una cosa che quella fabbrica della fuffa che è Bild sa fare meglio degli altri: comunicare. Per imparare a farlo ancora meglio, il capo è andato in California per un anno; il capo. E ne è uscito questo. Scusate, cappello, tanto.
( Alessandro Alviani)


PEZZO DI Tommaso Lana, lunedì 27 maggio 2013, alle 17:29 | scarti
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giovedì 7 marzo 2013

Agnello di Bach che togli i peccati eccetera

Questo è Ludwig van, un film scritto e girato da Mauricio Kagel, uno che nella sua vita ha fatto tante cose tutte bene. È un pezzo di Repubblica Federale Tedesca nel 1969, quando a Riccione c’era il Frankfurt Bar.


PEZZO DI Tommaso Lana, giovedì 7 marzo 2013, alle 23:05 | Orsi d'argento
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