mercoledì 30 marzo 2011

Mentre che non c’ero

Sono successe tre robe, le metto giù come vengono, come al solito.

I verdi, si sa, hanno randellato i cristianodemocratici alle elezioni di quel Land nel sudovest imballato di centrali nucleari vecchie. Forse però è sfuggito che il partito liberale (FDP) ‒ cioè il vero sconfitto di questo giro ‒ da ieri pomeriggio, improvvisamente, è antinuclearista.
C’è un’altra cosa, ha votato il 66,2 per cento degli aventi diritto, praticamente un plebiscito. Qui ci starebbe bene tutto un ragionamento sul paese reale, che evito; avanti.

Alla Conferenza tedesca sull’islam il ministro degli interni – un signore bavarese del partito cristiano sociale – ha aperto i lavori chiedendo ai rappresentanti dei musulmani tedeschi una collaborazione per fermare la diffusione dell’islam radicale tra i giovani; cioè ha trovato il modo più gentile per dare del terrorista a tutti gli invitati.

Poi: ad alcuni animalisti non piace l’idea dei vari biologi, ingegneri, idrologi che lavorano per gli acquedotti pubblici di utilizzare le alborelle (Leucaspius delineatus) per verificare la presenza di elementi tossici nell’acqua potabile. I pesci sono semplicemente più veloci di ogni analisi di laboratorio: se l’acqua si inquina loro si spostano, subito.
Pare che sia da classificare come esperimento sugli animali. Quindi ciccia.


PEZZO DI Tommaso Lana, mercoledì 30 marzo 2011, alle 11:10 | senza categoria
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sabato 26 marzo 2011

Potrebbe diventare un libro di Ammaniti

C’è una notizia come tante, tutti ne parlano per un giorno, come quando muore l’uomo più vecchio del mondo o un attore diventato famoso troppo tempo addietro perchè la gente si ricordi del suo talento; magari si ricevono anche delle informazioni sbagliate, ma tant’è, l’importante è dare la notizia di un trapasso. Il giorno successivo rimane solo un nucleo molto ristretto di persone ‒ magari qualche fan ‒ a piangere chi non c’è più, il mondo va avanti.
Questa volta è morto un orso bianco e dopo una settimana dal suo inaspettato decesso tutti ne parlano ancora. Knut era un giovane orso di quattro anni, viveva nello zoo di Berlino; era nato prematuro ed è stato cresciuto e accudito da un signore che quasi si è mutato in orso per permettere al cucciolo di sviluppare più la sua naturale orsitudine che la strana umanità di cui normalmente si appropriano gli animali dello zoo. Mangiava croissant, salamini, uva, carote, patate e cotolette che in quattro anni gli hanno portato più di 11 milioni di visitatori; gli altri orsi bianchi dello zoo si prendevano la carne cruda e il pane portato dagli operatori e al massimo qualche sguardo annoiato dei famigliari meno interessati a vedere bestie in gabbia; gli altri occhi erano tutti per lui. Continua a leggere >


PEZZO DI Tommaso Lana, sabato 26 marzo 2011, alle 23:23 | Il polpo Paul
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giovedì 24 marzo 2011

No, sì, no. Però

Il Corriere di ieri parla di «gelo della Germania»; in Libia non si va. Perchè no. Ieri gli opinionisti della Frankfurter Allgemeine Zeitung – che è un giornale serio, conservatore, a maggior ragione, in questo caso – l’hanno spiegata così: le due forze di governo – cristiano democratici (CDU) e partito liberale (FDP) – hanno fatto un compromesso. Il ministro degli esteri della FDP stava quasi per dir di sì, ma quelli della CDU lo guardavan male. A me non sembra molto un compromesso, però. Sempre ieri, ma verso sera, il governo ha smentito l’ipotesi della Frankfurter Allgemeine Zeitung: niente compromesso, è no e basta.

Ci sono un paio di cose evidenti che potrebbero spiegare il gelo. Domenica ci sono le elezioni nella regione che è la scatola di soldi del paese, praticamente la Lombardia della Germania; lì i conservatori governano ininterrottamente dagli anni cinquanta. Nel Baden Württemberg – si chiama così ed è a sudovest – ci sono un paio di centrali nucleari di quelle chiuse precauzionalmente; questa vicenda del nucleare ha condizionato alla grande la campagna elettorale e in questo momento, ai punti, vincerebbero le opposizioni. Perdi quella regione, perdi il governo nazionale, forse. In più con le guerre e gli interventi militari, indipendentemente da che cosa c’è da andare a fare, la Germania è sensibile anche a destra – vedi l’Iraq – anche se quella volta a governare c’erano gli altri; decidere di mettersi a fare nuovi morti da un’altra parte è una cosa che il cristianoconservatore non apprezza. Mettiamoci anche che il partito liberale è abbastanza in caduta libera dopo essersi messo di traverso in alcune decisioni di politica economica della maggioranza. Apprese queste vicende uno potrebbe dire: non si vuole perdere il consenso. Ma di solito i tedeschi ‘ste robe non le fanno e se dovesse capitare, ci metterebbero più stile. Continua a leggere >


PEZZO DI Tommaso Lana, giovedì 24 marzo 2011, alle 10:04 | Roba politica
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domenica 20 marzo 2011

Il bello dei libri è saperli vendere

Florian Werner è uno scrittore contemporaneo, ha quarant’anni e suona in una band, quasi come ogni scrittore tedesco contemporaneo medio; quasi come Sven Regener – uno veramente bravo che da noi non ha avuto la fortuna che merita.
Quando è uscito Se niente importa di Jonathan Safran Foer, in libreria si poteva comprare anche il libro di Florian Werner La vacca. Vita, opere, azioni.
La vacca è un po’ come Nutella Nutellae di Riccardo Cassini: Florian Werner prende un argomento, sceglie un codice e ne parla fino ad esaurirlo, senza annoiare; a volte si ride. Poi uno sa tutto sul mondo bovino, ci ragiona un po’ e soprattutto si chiede se sia il caso di leggere anche Jonathan Safran Foer o Karen Duve; tanto ormai si sa, parlano di vacche. E così La vacca di Florian Werner vende molto bene.

In questi giorni Florian Werner ha presentato alla Fiera del libro di Lipsia la sua nuova opera, Materia (o)scura. Storia della merda: tremila anni di storia dell’umanità dal punto di vista del tabù più vicino ad ogni essere umano.
Anche Materia (o)scura. Storia della merda è come Nutella Nutellae.
Florian Werner vola alto, sulla cacca; cita Sant’Agostino e fa anche un po’ di filologia. Poi spunta un personaggio dei libri per bambini che purtroppo da noi non c’è: il Caccofante. Però arrivato lì ho capito di aver sbagliato a leggere libri che già vendono benissimo e sono andato al bar.


PEZZO DI Tommaso Lana, domenica 20 marzo 2011, alle 16:43 | senza categoria
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venerdì 18 marzo 2011

Aspettando il SuperGAU 2

Ieri la Süddeutsche Zeitung ha messo in rete il glossario delle catastrofi nucleari. Forse anche a Monaco non ne potevano più del GAU e mica GAU (vedi prima puntata). Poi questa mattina alle 8 e 20 il canale radiofonico nazionale Deutschland Radio Kultur, con i toni pacati di quando la cultura va nell’etere, ha trasmesso la fiera della fobia:  la corrispondente dalla California Kerstin Zilm ha presentato un servizio intitolato fare surf vicino alla centrale nucleare. Vi prego, basta; adesso rido.
Provate solo ad immaginarveli i surfisti fighi della California rispondere alla domanda ‘ha paura che un terremoto devastante generi uno tsunami e danneggi la centrale che c’è proprio lì dietro’? E quelli in spiaggia, abbronzati, gentili, dicevano: ‘guardi che noi si rischia la vita ad ogni onda e nel Pacifico ci sono pure gli squali’.

Avevo giurato che avrei lasciato stare l’argomento ansia, va bene. La prendo dall’altra parte. Mentre da una settimana si respira un’aria da chiudete tutte le centrali atomiche di casa nostra subito adesso ora, il ministero dell’ambiente ha messo giù un bel preventivo; Stefan Schultz nell’edizione on-line dello Spiegel di ieri lo spiega (al momento in rete c’è solo in tedesco). La buona notizia è: la Germania può uscire completamente dal nucleare già nel 2020; la cattiva, costerà 230 miliardi di Euro. Continua a leggere >


PEZZO DI Tommaso Lana, venerdì 18 marzo 2011, alle 12:58 | Roba politica
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mercoledì 16 marzo 2011

Aspettando il SuperGAU

E’ l’ultima volta, giuro, poi non ne parlo più. Ieri Francesco Costa ha scritto un gran pezzo sulla paura. Oggi piove e mi tocca scrivere una roba sulla fobia, o sulla follia; decidete voi.
Questa mattina il mondo politico ha aperto un dibattito da campagna elettorale in trincea: si discute se sia legittimo o meno l’ordine di sospendere provvisoriamente l’attività delle 7 centrali nucleari più vecchie. In effetti il governo non ha interrogato il parlamento sulla chiusura degli impianti, quindi le regioni in cui si trovano le centrali – e naturalmente anche i gestori – potrebbero anche opporsi alla decisione della Merkel. Insomma, il palazzo sta facendo casino.

Fuori intanto il paese è impazzito: c’è gente che compra contatori Geiger per misurare la radioattività in giardino, ingurgita pillole di ioduro di potassio, non mangia più sushi; in attesa che succeda un GAU.
Questa onomatopea è l’acronimo di größter anzunehmender Unfall, cioè il massimo incidente nucleare possibile. GAU è diventata la parola più usata da chiunque; da cinque giorni in giro si sente questa domanda: ‘ci sarà un GAU o un SuperGAU?’

Qualcuno manda aiuti logistici in Giappone; la Lufthansa da oggi non vola più su Tokio; l’allenatore dello Schalke 04 è appena stato esonerato.
Basta, non sta succedendo nient’altro in questo grande paese.
Sembra che tutti stiano solo aspettando una grande esplosione.

PS: Ah, poi ci sarebbero anche gli ecologisti.


PEZZO DI Tommaso Lana, mercoledì 16 marzo 2011, alle 13:55 | Roba politica
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lunedì 14 marzo 2011

Paura di perdere

Oggi su tutte le radio, televisioni, siti web c’erano esperti ecologisti, portavoce dell’opposizione e anche pistola presi a caso a dire una cosa sola: nel caso un attacco terroristico dal cielo - un aereo - colpisse uno dei nostri impianti nucleari più datati, sarebbero cazzi. Questo hanno detto; tutto il santo giorno. Nessun discorso serio contro il nucleare, nessun ragionamento sensato sul fabbisogno nazionale di energia nei prossimi dodici anni (pare che qui le rinnovabili non riescano nel medio periodo a sostituire carbone ed energia da fusione).

Per vincere le elezioni regionali si è deciso di fare tanta paura alla gente. Risultato: per non perdere le regionali il governo ha appena chiuso le centrali vecchiette: Neckarwestheim I, Biblis A, Isar I.

Però la politica non si fa così.

PS: Intanto qui del Giappone non frega quasi niente a nessuno.


PEZZO DI Tommaso Lana, lunedì 14 marzo 2011, alle 21:22 | Roba politica
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domenica 13 marzo 2011

Sciacalli a distanza

Si possono avere opinioni differenti, tutte in parte condivisibili, sull’energia. Oggi ho deciso di stare dalla parte di Stewart Brand e non muovermi più di lì, perchè quelli che dicono di far politica a favore dell’ambiente ieri pomeriggio mi hanno disgustato. Qui le centrali atomiche ci sono; i terremoti no. Tutti sanno cosa sta succedendo alla gente in Giappone e alla centrale di Fukushima; non sono ancora passati tre giorni. Ieri pomeriggio però i Verdi e i Socialdemocratici, cioè l’opposizione, hanno rubato la scena dell’informazione alle vittime, agli evacuati, alla catastrofe e con un tempismo da pescecane hanno riaperto la questione del nucleare in Germania. Tutti i loro discorsi miravano a creare panico speculando sul disastro atomico imminente; nessuno ha fatto notare che è impossibile che si verifichi un sisma da record in mezzo alla Svevia, nessuno ha pensato di essere semplicemente fuori luogo. Siamo in campagna elettorale per le elezioni regionali e oggi inizia il vertice nazionale dei produttori di energia. Quindi vale tutto, avranno pensato; anche i sessantamila ecologisti che ieri pomeriggio hanno fatto la catena umana attorno ad una centrale atomica dalle parti di Stoccarda. All’umanità non guardava più nessuno.


PEZZO DI Tommaso Lana, domenica 13 marzo 2011, alle 08:24 | Roba politica
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giovedì 10 marzo 2011

Le verità della provincia

Come fa un paese a scoprire se stesso? Metti uno di Los Angeles, quasi trentenne, e un canadese poco più vecchio su un furgone in mezzo alla Germania. Prendi una videocamera, un po’ di attrezzature e una cineasta del posto a fare da interprete; dagli un mese di tempo. Poi quello di Los Angeles e il canadese tornano a casa, montano tutto quello che hanno girato, ne parlano col padre di uno dei due e un giorno, oggi, esce in rete IPG, Interview Project Germany; ovvero la scoperta dell’anima (o delle anime) di un posto molto grande, abbastanza piatto, che sembra spesso noioso e tutto uguale, ma non lo è, attraverso la voce e l’immagine di un centinaio di persone che in quel posto molto grande ci vivono. L’idea è geniale, un panopticon moderno, o un archivio di suoni e foto del mondo presente che esiste e semplicemente si sottovaluta.
Ogni quattro giorni uscirà una nuova intervista. Gente comune, domande semplici, una figata. I tedeschi scopriranno molto di se stessi, si accorgeranno delle differenze, dell’est e dell’ovest. Finalmente. Ci voleva un americano, un outsider.

Per fare il blog di solito il mio problema più grosso è riuscire a trovare dei link in inglese delle robe che racconto, così almeno dall’Italia si capisce un po’ di più: questa volta mi è andata di lusso. Tutte le interviste dalla provincia si possono seguire con sottotitoli in inglese. Il tizio di Los Angeles che ha fatto Interview Project Germany si chiama Austin ed è il figlio di David Lynch, che come vedrete ci ha messo mano. La fotografia è di Jason S., il canadese, dal British Columbia. Insieme hanno già fatto la stessa cosa nella provincia americana: furgone, videocamera, passanti, basta.
Interview Project Germany
si può seguire da qui.


PEZZO DI Tommaso Lana, giovedì 10 marzo 2011, alle 18:24 | Internètz
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martedì 8 marzo 2011

La fiera del bestiame grosso

Tanto per fare altro, domani tenete d’occhio qualche sito tedesco di informazione: c’è il mercoledì delle ceneri, la tradizionale giornata dei proclami politici. E’ una lunga storia che comincia in Baviera quattrocento anni fa. Nel 1580 o giù di lì, ogni mercoledì delle ceneri, in un paese sul Danubio c’era un grande mercato dei buoi e dei cavalli. Dopo aver fatto affari i mandriani si incontravano nelle locande; bevevano, parlavano dei prezzi delle vacche e poi discutevano dei fatti del giorno; col passare del tempo hanno iniziato a parlare di politica: urla, risate, botte e birra.
Poi un giorno i politici si sono messi a parlare ai mandriani. I conservatori bavaresi dell’Unione Cristiano Sociale (CSU) sono i continuatori della tradizione del mercoledì delle ceneri, ma già da tempo quel mercoledì lo usa ogni partito per far quadrato e soprattutto per far parlare di sé.

Domani quelli della CSU berranno e grideranno più degli altri. Mettiamola così: i cristiano sociali sono gli alleati storici del centrodestra; in caso di vittoria alle elezioni, si portano a casa un paio di ministeri; sempre. A questo giro però stanno solo pestando merde: il loro superministro Guttenberg si è dimesso – ha copiato la sua tesi di dottorato, l’hanno beccato, non si fa; il loro nuovo eroe, Hans-Peter Friedrich, il ministro degli interni fresco di nomina, invece, nel giorno in cui ha ricevuto l’incarico si è messo a fare una bella sparata sui musulmani tedeschi. Ha detto, in soldoni: ‘i cittadini di fede islamica appartengono alla Germania, l’islam no’. Dico, qua vivono cinque milioni di musulmani, ci sono duemila moschee. Continua a leggere >


PEZZO DI Tommaso Lana, martedì 8 marzo 2011, alle 12:50 | Roba politica
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