martedì 31 maggio 2011

Al posto di manovra (2a puntata)

René Pfister fa il giornalista allo Spiegel. Gli hanno dato un premio per un suo articolo su Horst Seehofer — un politico bavarese abbastanza famoso. Poi il premio gli è stato revocato perché pare che proprio in quell’articolo abbia descritto una cantina in cui non è mai stato di persona per preparare la sua inchiesta, ma di cui ha sentito fare un resoconto da altri colleghi. Cose crucche, direi. Il ritratto del politico Seehofer resta intatto, malgrado l’apparente menzogna; ed è un gran pezzo su un tipo strano, squallido, attuale.
La prima puntata del reportage l’ho tradotta qui. Prima di iniziare con la seconda bisogna prepararsi. Si va in Baviera: cappelli di feltro a punta, crocifissioni lignee — gente, ho voluto scrivere lignee — salsicce bianche lessate e un uomo di potere che assomiglia a Peter Boyle coi capelli.

Al posto di manovra (2)

Fa l’effetto di un vecchio sovrano saggio che domina tutti con la sua chioma grigia. Dietro a questa apparenza regale si nasconde uno Seehofer profondamente diverso: un uomo che ama giocare più con le persone che con i trenini. Ma perché lo fa? Continua a leggere >


PEZZO DI Tommaso Lana, martedì 31 maggio 2011, alle 23:18 | scarti
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mercoledì 25 maggio 2011

Il verde che non c’è

Joschka und Herr Fischer è un documentario di Pepe Danquart sulla carriera di un signore che era una superstar della politica tedesca fino a qualche anno fa, uno diretto, che ci metteva l’anima. E’ una lunga intervista accompagnata da molti filmati con un inizio un po’ noioso e un finale che ti lascia con tanta nostalgia perchè quel signore che si chiama Joschka Fischer in politica non ci lavora più.
Il film racconta la sua storia politica, si dilunga un po’ sui passi prima dell’ingresso a palazzo, l’Ungheria, la macelleria dei genitori cattolici e conservatori, l’attivismo extraparlamentare, la carriera da taxista. Comincia a diventare davvero interessante quando parla dei primi anni di vita dei Verdi tedeschi e offre molti spunti di riflessione sulle persone che hanno istituito e votato uno dei partiti che potrebbero fare la storia di questo paese nei prossimi anni. Continua a leggere >


PEZZO DI Tommaso Lana, mercoledì 25 maggio 2011, alle 00:57 | Orsi d'argento
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venerdì 20 maggio 2011

Al posto di manovra (1a puntata)

Su La Stampa di qualche giorno fa Alessandro Alviani ha scritto un pezzo (qui) sulla revoca di un premio giornalistico di grande prestigio per ‘quasi falsa testimonianza’ del giornalista di Der Spiegel autore dell’articolo proclamato vincitore. Il premio non c’è più ma l’articolo resta; e al di là della questione di lana caprina per cui non lo si è potuto più decretare vincitore è un gran bel ritratto di un noto politico tedesco. Mentre lo leggevo ho deciso di tradurlo e di farlo uscire a puntate sul blog. L’originale è qui, nella versione in italiano ho solo aggiunto qualche nota tra parentesi giusto per creare un contesto.
Non importa se non conoscete il personaggio in questione: pensate pure a birre di lievito, accenti meridionali e rombi bianchi e azzurri, siamo in Baviera; ecco qua.

Al posto di manovra

In nessun altro mestiere si possono dominare le persone come in politica. Nessuno meglio del presidente della CSU (Unione Cristiano Sociale) Horst Seehofer sa farlo in modo così disinvolto. Di René Pfister Continua a leggere >


PEZZO DI Tommaso Lana, venerdì 20 maggio 2011, alle 07:43 | scarti
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domenica 15 maggio 2011

il Cattoverde

Raccontare i Verdi tedeschi non è facile: da trent’anni prendono voti dagli elettori «contro», dai cittadini che sanno autopersuadersi di contribuire ad un modello sano di società, quelli che pensano di essere più bravi delle brave persone; dopo la tragedia del Giappone i Verdi sono diventati un partito di moda. Un paio di giri fa sono già stati al governo, hanno avuto per le mani qualche ministero. Forse nei prossimi anni diventeranno un partito di massa, dipende tutto dall’operato del primo governatore regionale Verde della storia politica tedesca.
Si chiama Winfried Kretschmann, ha 62 anni, fa il governatore di una regione che parlando di giri di soldi potrebbe essere paragonata alla Lombardia e non risponde proprio al cliché fricchettone e alternativo del politico ecologista. In questi giorni è uscita una sua biografia e di lui si parla parecchio.
Sul canale radiofonico nazionale Deutschlandradio Kultur gli hanno fatto questo ritratto: è saggio e nodoso; cattolico e conservatore; comunista lo è stato per poco. Un combattivo che percepisce la politica come cooperazione e non come confronto [...] uno che sa litigare con collera. Gli fa orrore il catastrofismo. Di sicuro Kretschmann non è pacifista, femminista, di sinistra.
Se si legge l’articolo di Mariam Lau che spulcia nella sua biografia, apparso sull’ultimo numero della Zeit, saltano all’occhio il cattolicesimo antiautoritario, il pessimismo di fronte al nuovo, l’amore per una via «da Mao verso il centro», la frase: «chi vuol vivere da produttore di uova, senza allevamenti intensivi potrebbe avere problemi».

Questo signore fatto così come lo descrivono delle fonti tutt’altro che conservatrici è stato uno dei fondatori dei Verdi in Germania. Immagino che la curiosità di capire cosa ci sia dentro a ‘sti Verdi non sia più solo la mia.

(continua)


PEZZO DI Tommaso Lana, domenica 15 maggio 2011, alle 11:56 | Roba politica
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sabato 14 maggio 2011

L’altro Nino

Domenico Gerhard Gorgoglione — in arte Nino de Angelo — nato a Karlsruhe nel 1963 ha rappresentato la Germania Federale all’Eurofestival 1989 classificandosi al quattordicesimo posto. Lo sentiamo qui con uno dei suoi successi — oltre 250 mila copie — dal titolo Jenseits von Eden oppure La valle dell’Eden oppure La vallé del Eden: dipende.


PEZZO DI Tommaso Lana, sabato 14 maggio 2011, alle 13:55 | Telefunken
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martedì 10 maggio 2011

La tele cinque giorni prima dell’Eurofestival 2011

Il teleutente tedesco trascorre in media 225 minuti al giorno davanti alla tele. Che cosa vede lo dicono dei dati attendibili: generalmente intrattenimento, talvolta anche ben fatto, di preferenza su un canale privato. Questo tipo di televisione funziona, può anche raggiungere alti livelli di squallore, la gente guarda comunque.
Poi resiste il mito che la televisione pubblica sia responsabile del lavoro culturale e di un intrattenimento sensato. Questo tipo di tv ha molti meno spettatori, quasi tutti vecchi, un po’ come in conservatorio al sabato pomeriggio. La televisione pubblica ha sia soldi che idee per conquistare utenti giovani e sottrarre spettatori alla concorrenza commerciale, ma la domanda e l’offerta in questo settore oggi giocano un altro campionato e la tv nazionale arranca un po’. Continua a leggere >


PEZZO DI Tommaso Lana, martedì 10 maggio 2011, alle 09:29 | Telefunken
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martedì 3 maggio 2011

Taglione e catechismo reloaded

Gentili Thomas Darnstädt, Thorsten Denkler, Philipp Gessler, Lutz Herden,
mi chiamo Tommaso Lana, scrivo questo blog da un po’ di tempo e devo dirvi una cosa. Spiego chi siete, poi arrivo al dunque; metto tutto insieme, speriamo si capisca.
Voi di lavoro fate gli editorialisti e preparate dei pezzi anche per le edizioni on-line dei giornali molto noti per cui scrivete. Ogni vostro lettore può divulgare quello che avete scritto schiacciando il bottone di facebook o di twitter. Ieri ho ricevuto una cinquantina di segnalazioni e inviti a leggere i vostri pezzi sul fatto del giorno e ho notato che lo spazio del consenso ha fagocitato quello del dibattito.

La notizia di ieri è molto ingombrante, voi siete del mestiere, avete opinioni differenti, però nei vostri ultimi editoriali scegliete tutti una sola linea di discussione, la stessa. Sulle vostre colonne inscenate una specie di ora di religione del liceo in cui date sfogo al vostro antiamericanismo datato, all’analisi giuridica della vendetta, alla questione morale ferita da alcuni esseri umani che festeggiano la fine di un altro essere umano per morte violenta (TAZ). Procedete all’unisono già dalle prime righe, fate il funerale al diritto internazionale (Süddeutsche Zeitung), palesate il rischio di un ritorno al Vecchio Testamento; siete indignati, scrivete un pamphlet di filosofia del diritto sulla frase «giustizia è fatta» e prendete metaforicamente a calci chi l’ha pronunciata (Der Spiegel). Costruite un paragone fuoriluogo e molto criticabile con Churchill, il Processo di Norimberga, i bastardi e i criminali di guerra attaccandoci un ragionamento da oratorio sul Giudizio (Der Freitag).

Ecco ragazzi, ieri notte è morto uno cattivo, è andata come è andata; magari già che ci siete aggiungeteci anche due righe sul perdono, che non si sa mai.

PS: e voi che leggete, scrivete anche un commento, magari, così si va avanti. Grazie.


PEZZO DI Tommaso Lana, martedì 3 maggio 2011, alle 15:04 | scarti
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domenica 1 maggio 2011

Operazione Primo Maggio

(via @bosch, che ha anche un bel blog)


PEZZO DI Tommaso Lana, domenica 1 maggio 2011, alle 23:59 | senza categoria
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