mercoledì 28 settembre 2011

E’ tutto chiaro

Ieri sera ho visto Hell (no, vuol dire chiaro), il primo film di Tim Fehlbaum, uno dell’82 con dietro la Paramount.
Hell è come vedersi due puntate di Lost del primo giro, solo che parlano in tedesco: all’inizio c’è l’occhio, poi una foresta, le montagne, le grotte con l’acqua potabile. C’è l’incidente, ci sono i sopravvissuti e anche gli Others.
E’ possibile fare science fiction nella Foresta Nera? Si, basta prendere una roba di filtri tipo Instagram e rifare male esattamente quello che gli americani fanno bene da anni per l’intrattenimento da divano, metterci dentro un po’ di dramma collettivo mitteleuropeo, un vecchio successo anni Ottanta, la German Angst e uno spruzzo appena appena di Antichrist di von Trier.

Il film è così: nell’immediato futuro l’ozonosfera è scomparsa e l’intensità della luce solare rende la vita quasi impossibile. In questo contesto un gruppo di ragazzi con una Volvo cerca di sopravvivere. Fine, anzi, niente fine, ché il bello del film è proprio come quando vedi Lost: il finale arriva dopo sei stagioni e qua ci sono solo i primi 89 minuti.

Se per caso foste in Germania e vi venisse voglia di vedere due attori tedeschi bravi, Hannah Herzsprung e Stipe Erceg, muoversi in un film alla Dario Argento di fine carriera, andateci. Anzi, se avete visto Die kommenden Tage di Lars Kraume, un altro ragazzo con dietro le majors, dovete vedervi Hell e contribuire alla nascita della scena neocult made in Germany: alla fine ‘sto film è andato a Locarno, qualcosa di buono ce l’avrà.

PS Dedico questo post all’amico Norman Metz e non dimenticherò mai la sua faccia di ieri. Lui lo sa.

Foto: Barbara.Doduk


PEZZO DI Tommaso Lana, mercoledì 28 settembre 2011, alle 11:37 | Orsi d'argento
Tag:, , , , , ,


lunedì 26 settembre 2011

Ungulati e pennuti commestibili fabbricasi

Parlare di zootecnica più o meno a capocchia senza voler fare il saggio di ecologia e animalismo, o di buiatria e panteismo, può funzionare se faccio una premessa biografica e scrivo due righe sulle mie abitudini alimentari.
Ho fatto lo scientifico e poi ho studiato storia, possiedo un
‘certificato di sana e robusta costituzione per la pratica dello sport: surf’ molto recente, non ho ancora letto Eating Animals di Jonathan Safran Foer, da sempre mi curo con la medicina allopatica — cioè quella del dottore della mutua — solo se mi ammalo. E mangio carne: di qualsiasi animale sia in commercio compreso il pesce, non più di tre volte la settimana.

E’ successo che un’associazione ambientalista molto seria, il BUND, verso la fine di agosto ha pubblicato uno studio che mappa le sovvenzioni pubbliche a favore di produttori che gestiscono allevamenti intensivi sul territorio tedesco.
Con gli esiti di questa ricerca l’opinione pubblica si è ritrovata per le mani due o tre dati nuovi e forse inquietanti che raccontano l’etica economica di questo paese da una prospettiva che si conosce molto poco.
Una parte non trascurabile del fatturato dell’export tedesco proviene dalla vendita di carne. Il settore zootecnico rivolto all’esportazione è in grande espansione: molti giganti dell’industria agroalimentare originari di paesi europei geograficamente piccoli, tipo l’Olanda, stanno aprendo grandi stabilimenti proprio in Germania, visto che dalle loro parti si è già raggiunto il tetto dell’impatto ambientale.
Qui invece c’è ancora molto spazio e tanta aria, soprattutto nell’est del paese, dove gli edifici delle vecchie aziende agricole collettive a produzione intensiva della Repubblica Democratica sono ancora in buono stato. Una festa: odore di sterco e ammoniaca per chilometri, sperando che le falde non vengano contaminate. Continua a leggere >


PEZZO DI Tommaso Lana, lunedì 26 settembre 2011, alle 14:59 | Roba politica
Tag:, , , , ,


domenica 25 settembre 2011

Dove osano le anguille?

OFC Kickers Offenbach — VfR Aalen, 2 : 1 ( 1 : 1 )
Classifica:
1. 1.FC Saarbrücken 23
2. Jahn Regensburg 20
3. OFC Kickers Offenbach 19


PEZZO DI Tommaso Lana, domenica 25 settembre 2011, alle 20:07 | Kigäääs!
Tag:, ,


giovedì 22 settembre 2011

La cosa migliore scritta finora sul partito dei pirati

La stampa e la rete ne parlano da un po’, in molti pensano di avere più o meno un’idea di cosa sia il partito pirata e ne scrivono per farlo capire agli altri. Sono rifondaroli, antideisti, nerd, sostenitori dell’internet gratis e delle adozioni per coppie omosessuali; insomma i pirati sono diventati l’interpretazione spiccia di questo spot elettorale fatta da analisti col callo della classificazione scientifica della politica, in cui tutto finisce in svariati vecchi cassetti con vecchie etichette e poi si guarda altrove.
In realtà cosa siano, o cosa vogliano e sappiano fare i pirati, non si sa; lo si potrà vedere quando il nuovo consiglio comunale di Berlino inizierà a lavorare. Una cosa merita di essere chiarita: i pirati hanno perso le elezioni amministrative. Nel senso che con i voti raccolti potranno sedere sì in consiglio, ma dalla parte dell’opposizione. Certo, il fatto che fino a ieri non esistessero e adesso hanno più rappresentanza di partiti storici in rotta è indice di un successo, ma incoronare i pirati adesso potrebbe anche risultare una trappola per loro stessi.
Nei fatti questo movimento con un nome che non passa inosservato ha raccolto 130 mila voti, un nove per cento scarso. Non sono numeri da vincitori. Da domenica sera politologi e analisti di tutto il paese e di mezza Europa tentano di spiegare perché cinque giorni fa alcune decine di migliaia di elettori si sono svegliati e sono andati ad apporre una croce sulla bandiera dei pirati. Be’ quasi nessuno è riuscito a sostenere tesi prive di retorica molle tranne Sascha Lobo che è un consulente digitale molto noto in Germania e ha uno spazio settimanale sul blog collettivo del settimanale Der Spiegel.

L’analisi di Sascha Lobo è colta ma anche semplicissima. Lobo dice una cosa: i pirati hanno preso 130 mila voti di protesta contro la manifesta incapacità di comunicare dimostrata da tutti gli altri partiti. Questa è la novità dei pirati: parlare col linguaggio comune che si usa in rete, percepire la vicinanza tra le persone che esiste nei socialini, capire che non c’è solo da fare una politica della rete, ma che oggi si può fare politica in rete. Insomma, il network, la rete, è una roba fatta da persone. Per questo i pirati raccolgono i primi successi, la gente si riconosce nel loro modo di fare, nei loro modi di dire. Sascha Lobo è uno bravo e per dire queste cose cita un gran pezzo di Clay Shirky uscito su Edge, poi ripreso dalla Frankfurter Allgemeine Zeitung, in cui — parlando di primavere arabe — si dice:

Si è sopravvalutato il significato dell’accesso all’informazione mentre si sottovalutava il significato dell’accesso alle persone.

Lobo pensa che questa osservazione possa valere anche per il panorama tedesco — o per esteso per la politica in occidente — e per ogni luogo in cui la comunicazione scaturisca da una strategia: in realtà non si tratta di costruire un linguaggio, ma di saper prendere ciò che le persone hanno già creato. Per questo a inizio 2009 piacque molto vedere Obama alla tele che diceva «I screwed up», cioè fare una roba che noi diremmo a un nostro amico in rete, al vicino, alla portinaia; per questo, evitando una comunicazione fittizia ci sono quindici pirati in consiglio comunale e nessun liberale col sorriso di plastica e la sagoma di cartone.

Sascha Lobo nello stesso post mette anche il Manoscritto Voynich e il Cluetrain Manifesto, insomma nella sua argomentazione non lascia nulla al caso e a me ‘sta cosa piace molto; volevo dirlo.

PS: e qui c’è la migliore galleria fotografica sui pirati.

Foto: rogersmithpix


PEZZO DI Tommaso Lana, giovedì 22 settembre 2011, alle 09:31 | Roba politica
Tag:, , , , , , ,


lunedì 19 settembre 2011

La Polonia

Tornavo dal lavoro, in bici. Ecco.

Dedico questo post a Isabella Cota Schwarz e a David Bidussa.
Foto: thomaswolle


PEZZO DI Tommaso Lana, lunedì 19 settembre 2011, alle 19:54 | scarti
Tag:, , , , ,


domenica 18 settembre 2011

sempre terzi, ma con altri sei

VfL Osnabrück — OFC Kickers Offenbach, 1 : 0 ( 0 : 0 )
Classifica:
1. 1.FC Saarbrücken 20
2. Jahn Regensburg 19
3. OFC Kickers Offenbach 16


PEZZO DI Tommaso Lana, domenica 18 settembre 2011, alle 20:54 | Kigäääs!
Tag:, ,


sabato 17 settembre 2011

Un sacco di cemento egiziano

La radio che ascolto al mattino è una specie di Radiotre un po’ meno impolverata: l’approfondimento delle notizie del giorno è ben fatto e suonano roba di gran qualità, tipo da Telemann agli Smiths passando per John Zorn. Ieri verso le nove è partito un breve intermezzo di rime cantate senza base, prima in arabo e poi in tedesco, che mi ha un po’ sorpreso; stamattina ce n’era uno simile, questo:

Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser.

Da queste parti la scena rap e hip hop nasce con i figli dei migranti venuti al mondo in Germania nei primi Settanta. Anche se poi ci sono state una serie di correnti autoctone, qui chi canta in rima usa gli accenti biascicati e spuri dei figli dei panettieri e dei taxisti turchi, dei commercianti libanesi, dei palestinesi, dei persiani, dei nordafricani: se vi ascoltate qualcosa degli Advanced Chemistry capite immediatamente cosa intendo.

Di band ce ne sono molte, fanno musica molto differente, dal soul al gangstarap. E poi c’è una cosa: l’hip hop in Germania è molto donna. La prima è stata Cora E e poi ne sono seguite molte altre. In questo caso si tratta di gente nata da famiglie benestanti: niente ghetto, niente storie di migrazione alle spalle.

Quando si ascoltano una voce maschile e una voce femminile cantare in duo, in rima, in tedesco, si crea un fenomeno molto curioso, dal punto di vista acustico: i bassi ricchi di influssi timbrici mediorientali dialogano con degli alti della Crusca di Hannover. E’ la stessa lingua, ma ha una ricchezza fonetica incredibile. Viene da dire: il tedesco con l’arabo è la morte sua. Continua a leggere >


PEZZO DI Tommaso Lana, sabato 17 settembre 2011, alle 10:58 | Mucke
Tag:, , , , , , , ,


giovedì 15 settembre 2011

Sakura e un paio di mostri

Krefeld è un posto tranquillo, con le case basse di mattoni marroni, i viali alberati e il prato tagliato di fresco. Lì nei primi Sessanta vivevano molti seguaci di una strana setta puritana che a un certo punto si spostò in Cile per fondare una colonia. Le pratiche di vita comune della setta comprendevano maltrattamenti corporali e violenze psicologiche: delle punizioni di dio in terra, dicevano, ché tutto ciò che succedeva nella fattoria cilena dei tedeschi era opera dell’alto dei cieli. Son cose.
Quest’anno il Cile si è espresso a favore di una pena di cinque anni per i responsabili della setta e delle violenze gratuite. Questi folli, che sembrano usciti da un documentario sulla peggiore provincia americana o da un film dei fratelli Coen, per non finire in carcere in Cile stanno tornando a casa.

Succede che la costituzione tedesca non prevede l’estradizione dei propri cittadini che sono autori di reati commessi fuori dalla Germania; quindi molti degli abitanti della fattoria cilena hanno ricominciato una vita a Krefeld e dintorni sapendo che difficilmente verrà qualcuno a rompere le scatole.
Visti da fuori sono dei normali vecchietti, sono stati dei mostri, ma nessuno può farci niente: anzi, c’è un tizio di 78 anni, tale Ewald Frank, che sta riorganizzando la colonia proprio a Krefeld, questa volta, dice, senza violenze e anche senza fattoria; ha preso un capannone industriale e fa delle prediche, battezza la gente nei fiumi, cose così.

Qualche giorno fa il direttore di un ente immobiliare ha tentato di negare l’affitto di un appartamento a uno di questi Others, il signor Hatmut Hopp che nella colonia cilena era medico e ministro degli esteri, uno che in Cile c’è andato da seguace, ha subito violenze e poi è diventanto uno dei carnefici. La notizia è finita sulla stampa e se ne parla, ci sono giornalisti che scrivono libri e fanno ricerche.
Non siamo nello Utah, ma a pochi chilometri da Düsseldorf, quasi in Olanda. Sapevatelo.

Foto: tobstone


PEZZO DI Tommaso Lana, giovedì 15 settembre 2011, alle 09:41 | scarti
Tag:, , ,


giovedì 15 settembre 2011

Oh, terzi

OFC Kickers Offenbach — VfB Stuttgart II, 2 : 0 ( 0 : 0 )
Classifica:
1. Jahn Regensburg 18
3. OFC Kickers Offenbach 16


PEZZO DI Tommaso Lana, giovedì 15 settembre 2011, alle 07:28 | Kigäääs!
Tag:, ,


lunedì 12 settembre 2011

Sta arrivando il vicario

Il 17 settembre prossimo, sabato, verso le undici di sera inizia, in forma non ufficiale, la visita pastorale di Benedetto XVI in Germania. Il primo canale della tv pubblica trasmetterà in diretta dal Vaticano il messaggio predomenicale — una specie di ‘Ascolta si fa sera’ — pronunciato in via straordinaria dal papa. Meglio mettere le mani avanti, avvisare i parenti e gli amici: il viaggio vero inizia il 22.
Di questa visita si sa già tutto, si conoscono le tappe, i programmi, il protocollo delle cerimonie e il contenuto dei discorsi. Si sa quanto costerà e quanta gente verrà a vedere o sentire quell’uomo vestito di bianco. E allora: le spese per la visita pontificia sono tra i 25 e i 30 milioni di Euro; per motivi di sicurezza vari circa 300 mila fedeli — molti meno della media di un evento simile — potranno vedere il papa dal vivo. I biglietti per molte tappe sono già esauriti; per la coda del viaggio attorno al 24, 25 di settembre ci sono ancora ticket gratuiti nelle zone degli aeroporti dalle parti di Friburgo. Poi: 1.5oo coristi e 750 tra diaconi e chierichetti.

Si sa anche che ci saranno molte proteste, alcune simili a quelle di Madrid delle scorse settimane altre molto diverse: al corteo dei movimenti omosessuali a Berlino parteciperanno circa 10 mila persone;  i soliti casini, le auto bruciate e un po’ di guerriglia urbana secondo me li hanno già messi in conto.
I motivi delle proteste contro il «rappresentante di una monarchia autocratica», più o meno questo è il tenore delle lettere dei lettori di questi giorni, sono quelli noti ed è sacrosanto che democratici e laici, la fede non c’entra, si esprimano contro il medioevo col forziere che viene a distribuire benedizioni e sorrisi; però a questo giro, forse, valeva la pena protestare contro due cose specifiche che succederanno settimana prossima e che a me proprio non vanno giù. Continua a leggere >


PEZZO DI Tommaso Lana, lunedì 12 settembre 2011, alle 10:48 | Roba politica
Tag:, , , , , ,
Pagina successiva »
I contenuti di questo blog sono protetti da una Licenza Creative Commons. Possono quindi essere diffusi liberamente in rete con l'obbligo di citarne correttamente anche l'autore e la fonte, ma non a fini di lucro. L'autore non è responsabile del contenuto pubblicato dai lettori nei commenti ad ogni post. Le immagini presenti nei post e nelle grafiche delle 'categorie' vanno considerate e rimangono proprietà dei legittimi proprietari. rummenigge⎪cose crucche (c) 2011-12 Tommaso Lana powered by Wordpress with Barecity