venerdì 30 marzo 2012

Le cose utili

Cara Christiane Rösinger, grazie.

Qui c’è il testo, cattivissimo, meraviglioso. Provate a metterlo in qualche traduttore automatico: non importa la precisione della lingua; di questo pezzo conta l’acidità, il sorriso digrignato: ché a volte ci si sveglia così.


PEZZO DI Tommaso Lana, venerdì 30 marzo 2012, alle 10:44 | Mucke
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mercoledì 28 marzo 2012

Dai su dai

24.03.2012
OFC Kickers Offenbach — SV Darmstadt 98, 1 : 1 ( 0 : 1 )

27.03.2012 (recupero 26ª giornata)
SV Babelsberg 03 — OFC Kickers Offenbach, 0 : 1 ( 0 : 0 )
Classifica:
1.  VfR Aalen 56
2. SV Sandhausen 56
3. Chemnitzer FC 50
6. OFC Kickers Offenbach 45


PEZZO DI Tommaso Lana, mercoledì 28 marzo 2012, alle 20:44 | Kigäääs!
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martedì 27 marzo 2012

Un po’ a sinistra, soprattutto in alto

La regione della Saar per estensione geografica è un po’ come la Valle d’Aosta. Ci sono meno montagne, più carbone e qualche abitante in più. Dopo le elezioni regionali di domenica in Saarland il partito dei Pirati tedeschi è entrato nel piccolo parlamento ottenendo quattro seggi. E adesso i Pirati sono un partito come gli altri, che vuol dire: se gli avversari, la stampa, la tele, tutti ti trattano come un partito normale perché non rappresenti più una novità, devi essere pronto, aver capito come funziona il giro del mainstream, essere in grado di reagire.

Per chiarirsi — una volta e poi si va oltre — i Pirati non sono un movimento classificabile utilizzando un vecchio manuale di storia dei partiti politici. Nel 2009 hanno provato a posizionarsi in uno schema, così, per facilitare le cose; ma il loro posto in quel triangolo da impallinati dell’infografica è instabile, si espande. La macchia arancione adesso è più grande e si gonfia verso l’altezza, tende al giallo, prova a non farsi succhiare nell’ortocentro, punta al vertice più vicino.

C’è una trasmissione di ZDF che si chiede se possano essere dei «liberali migliori», visto che i liberali tradizionali, la FDP, da oltre un anno scivola rovinosamente verso lo zero virgola: chissà.
I Pirati sono smanettoni, giovani, un po’ bravi, un po’ inesperti, un po’ egoisti. Possono cambiare il cerimoniale della politica, non il mondo, se la classe politica li vorrà ascoltare. Continua a leggere >


PEZZO DI Tommaso Lana, martedì 27 marzo 2012, alle 10:05 | Roba politica
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giovedì 22 marzo 2012

Nemmeno una storia, ma neanche mezza

Da un po’ di tempo al sabato compro la F.A.Z., diciamo da quando ho scoperto gli articoli di Marcus Jauer in fondo alle pagine della cultura. Jauer è uno del ’74 e viene dall’est — per capirsi, da bambino ha fatto in tempo a viversi questa roba qui.
Non è come essere di Castelfranco Veneto o di Treviso; venire dall’est, qui, apre un orizzonte di storie, significati, aneddoti, pregiudizi e cliché che messi insieme formano una bolla culturale che esiste e si evolve nell’intimo delle persone da circa 22 anni. Marcus Jauer viene dall’est e non è bravo: di più.

Mi è venuta voglia di raccontarvi il suo pezzo di sabato scorso (l’originale è qui) in cui ha fatto una specie di bilancio sul ruolo dell’immagine di Angela Merkel nella politica tedesca — e anche europea, in fondo. In realtà il suo testo sembra anche una lettera aperta rivolta all’opinione pubblica e a chi di mestiere racconta la politica; una cosa tecnica, resa accessibile a tutti.

Si chiama ‘La pedagogia di Angela Merkel’, secondo me ha un senso anche per chi non vive qua: perché parla di giornalismo, di politica, del corpo di una donna e di un personaggio senza una storia; perché forse Internazionale non lo tradurrà.
È un commento lento, meditato, una cosa lunga da domenica pomeriggio: spero di non annoiare, provo ad andare leggero.

C’è un dato di fatto che anche in Italia conosciamo molto bene: chi si occupa di politica e di politici per la carta stampata ha bisogno di storie da raccontare; servono un contesto, un evento, alcuni aneddoti, una drammaturgia. Magari i fatti sono una noia mortale, ma con un paio di artifici recuperati dalle biografie, dal brusio, forse anche dalla fantasia si riescono a tirare fuori dei racconti abbastanza leggibili interpretati da degli attori con una fisionomia, un carattere e un passato credibili. Si crea un’immagine: il corpo del politico tagliato a modino per il lettore.

Dall’altra parte anche il politico lavora alla propria figura: di nuovo un corpo, una storia, una faccia che piacciano al giornalista, all’elettore, alla gente. (Tutta questa roba, da noi, la trovate spiegata facile e bene da Marco Belpoliti in un bel libro).
Qui lo fanno tutti, dice Jauer; la Merkel, però no. Continua a leggere >


PEZZO DI Tommaso Lana, giovedì 22 marzo 2012, alle 20:25 | Roba politica
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mercoledì 21 marzo 2012

Primavera. (Per favore, non toccate le vecchiette)

‘The Producers’ (1968) è il film d’esordio di Mel Brooks come regista. C’era dentro questo. Mettete forte.

(via Anne Wüstenberg [aka Anne Panne])


PEZZO DI Tommaso Lana, mercoledì 21 marzo 2012, alle 16:42 | scarti
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martedì 20 marzo 2012

praticamente l’Inter, anzi: un Interello

17.03.2012
VfR Aalen — OFC Kickers Offenbach, 2 : 1 ( 1 : 0 )

20.03.2012 (recupero 25ª giornata)
OFC Kickers Offenbach — Carl Zeiss Jena, 1 : 1 ( 0 : 1 )
Classifica:
1.  VfR Aalen 55
2. SV Sandhausen 53
3. Jahn Regensburg 47
8. OFC Kickers Offenbach 41


PEZZO DI Tommaso Lana, martedì 20 marzo 2012, alle 23:55 | Kigäääs!
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venerdì 16 marzo 2012

Angela D ti voglio bene

Chiunque tu sia, ti voglio bene, Angela D.


PEZZO DI Tommaso Lana, venerdì 16 marzo 2012, alle 09:36 | Roba politica
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giovedì 15 marzo 2012

Prendo solo il contorno, grazie

Dopo aver letto l’ennesimo pezzo molle e autoreferenziale (questa volta di Stefano Casertano su Linkiesta) — e Goethe e la «terra teutone» — in cui in pratica si dice: «ho capito i tedeschi e ora, cari italiani, ve li spiego in venti righe», il titolare di questo posto è sempre più felice di avere aperto questo spazio in cui, siorre e siorri (col megafono verrebbe meglio, mi rendo conto) loro possono trovare: oggetti di arredo, decorazioni pacchiane, tappezzerie floreali, cammei, cappelli, tendine ricamate e quant’altro; roba più o meno buona e altrettanto inutile, importata da uno spazio sociale, culturale ed economico che tutti, «ma cosa ci vuole, è una cagata», sanno spiegare in una paginetta: la Germania.

L’offerta del giorno è un programma tivù che fa acqua da tutte le parti, il Gottschalk Live: se ne parla sui tram, i critici riempiono i giornali da giorni, non se ne può più; è orrendo e anche geniale. Benvenuti.

Non si capisce come sia successo, ma il primo canale della televisione pubblica in Germania, ARD, è noto per essere diventato, con rare eccezioni, la tivù dei vecchi. Sul primo canale da anni danno roba da ospedale, da casa di riposo; la tele dei nonni. ARD — conosco un insider, me lo ha raccontato — ha un servizio clienti telefonico riservato agli utenti di televideo. Sì, il televideo, esiste ancora ed è, pare, una delle figate degli anziani: poter pispolare col telecomando e gioire di una tecnologia che si è riusciti a conoscere, padroneggiare, apprezzare e forse anche amare è una grande conquista. I nonni telefonano per segnalare i refusi, interagiscono, chiedono informazioni sui sottotitoli, si lamentano del contenuto delle notizie. Qualcuno li ascolta, spesso gira gli occhi all’insù, risponde con cortesia, ripete a voce più alta, scandendo bene. È servizio pubblico; è un mondo: esiste.

Ecco, c’è il problema che tra le sette e le otto di sera, prima che inizi il telegiornale, i telespettatori di ARD non guardano ARD. Chissà se sono già indaffarati a riporre dentiere, sistemare lunghe file di pillole sui comodini, prepararsi per la notte. Ci hanno provato con i quiz più baracconi, cambiando i conduttori, la tipologia di concorrenti, niente: quell’ora di televisione, per chi la fa, è diventata antieconomica.
Se si valuta che da regolamento, con le dovute eccezioni, il servizio pubblico in Germania non trasmette pubblicità dopo le ore venti, be’, serviva qualcuno che facesse il botto nella fascia oraria in cui si possono ancora fare affari. Continua a leggere >


PEZZO DI Tommaso Lana, giovedì 15 marzo 2012, alle 19:05 | Telefunken
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lunedì 12 marzo 2012

Amala

03.03.2012
VfB Stuttgart II — OFC Kickers Offenbach, 0 : 0 ( 0 : 0 )

07.03.2012 (recupero 22ª giornata)
OFC Kickers Offenbach — SpVgg Unterhaching, 0 : 2 ( 0 : 0 )

10.03.2012
OFC Kickers Offenbach — VFL Osnabrück, 3 : 0 ( 0 : 0 )
Classifica:
1. SV Sandhausen 53
2. VfR Aalen 52
3. 1.FC Heidenheim 45
6. OFC Kickers Offenbach 40 (almeno una partita in meno)

Che poi se sei interista — tipo il titolare qui — tenere ai Kickers è uguale. Sapevatelo.



PEZZO DI Tommaso Lana, lunedì 12 marzo 2012, alle 20:35 | Kigäääs!
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domenica 11 marzo 2012

Tette

Non succede nulla, da un po’. Immagino gli inviati dei quotidiani, là a Berlino, mentre preparano qualche reportage sul turismo low-cost sperando che deragli un treno, qualcosa, ché il dibattito sul prossimo presidente della repubblica, una settimana di scioperi del servizio pubblico, la campagna elettorale in Saarland, i cento giorni dei Pirati al governo della capitale sono cose, avranno pensato, per le quali è necessaria una spiegazione più ampia: ci sono in ballo troppi meccanismi ignoti, è un altro mondo, non lo capireste, troppa fatica.

Poi finalmente succede qualcosa, da non credere, una notizia: la Bild non pubblicherà più la gnocca in prima pagina. Lo faceva dall’84.
Che roba. E poi il modo in cui è andata ha tutto un gusto particolare, si presta alla narrazione dei dettagli e dei retroscena.
Il tabloid da tre milioni di copie al giorno ha annunciato il cambio di linea editoriale proprio l’8 marzo, giovedì scorso, e quel giorno il foglio popolare è uscito da una redazione di soli maschi, ché — cavalieri — le loro colleghe per quella data hanno ricevuto — no, non se la sono presa — una giornata di ferie.

E allora: uno avrebbe potuto farci un pezzone sul maschilismo camuffato e perverso nell’industria editoriale di un paese culturalmente emancipato, o scrivere qualche cosa sulle strategie di pubblicità di un prodotto in calo di vendite (è il falso problema del cartaceo che perde sul digitale, ma va be’), magari intervistare un ministro donna — ce ne sono cinque — oppure preparare un’inchiesta sul corpo delle donne nei media fuori dall’Italia: giusto nel periodo in cui alla tele va in onda la nuova stagione di uno dei reality più seguiti, il “Germany’s Next Topmodel” condotto da Heidi Klum, hai detto niente.
Ma così, tanto per fare un po’ di cronaca sensata dal paese reale in un posto che si chiama “altrove”.
E invece nulla, si contano solo le tette in prima pagina, che da due giorni non ci sono più e sembra una vittoria delle donne. Bene: gli uomini non hanno capito, di nuovo. Continua a leggere >


PEZZO DI Tommaso Lana, domenica 11 marzo 2012, alle 13:22 | scarti
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