mercoledì 8 agosto 2012

(Recuperi I) Mezzibüsti

Per tutto il mese di luglio si è fatto un gran parlare di Steffen Seibert e di un suo grave errore di comunicazione. Questo Steffen Seibert è il portavoce del Governo Merkel. Per dirla male e in due righe, il Governo Merkel ha un pessimo ufficio stampa, anzi, no: averne. Sì, è un controsenso, lo racconto e provo a spiegare; ci vorrà un po’.

È successo questo. Mentre era in corso il Consiglio europeo del 28-29 giugno — quello che per molta stampa si è concluso, semplificando, con una vittoria di Hollande, Monti e Rajoy su Angela Merkel — il portavoce del Governo tedesco non ha mai lasciato la seduta, come invece generalmente si dovrebbe fare — e in quelle due giornate hanno fatto i colleghi e omologhi degli altri Paesi — per informare i giornalisti dello stato dell’arte. In pratica, sempre semplificando, mentre Merkel le prendeva, Seibert non ha difeso il terreno e le posizioni tedesche di fronte all’opinione pubblica. La cosa non è piaciuta e all’indomani la stampa nazionale ha iniziato, chi con la delicatezza di uno sguardo di rimprovero e morta lì, chi meno, a mettere in discussione la professionalità del portavoce.

L’apparato ufficiale della comunicazione governativa di Berlino non è un ufficio stampa qualsiasi, proprio perché il suo portavoce, Steffen Seibert, non è uno qualsiasi.
Raccontare l’Ente stampa del Governo federale tedesco, così come qualsiasi altro interno dei palazzi occidentali, diventa quasi impossibile se si è seguaci del prodotto pop più bello che sia mai stato scritto e girato per raccontare la politica a un pubblico ampio: The West Wing. E allora mettiamola così: togliete Sorkin, le decorazioni barocche, i quadri ottocenteschi, i tessuti infiorati dei divani, le penombre; sostituiteli con molto bianco e grigio, luce algida, grandi vetrate, forme geometriche, minimalismo, seggiole imbottite blu elettrico, scranni e scrivanie nocciola, un paio di agili aquile in zama, e abbiamo fatto la scenografia degli interni di qualsiasi sede governativa tedesca. Lì dentro la versione reale e crucca di C.J. Cregg si chiama Steffen Seibert. Continua a leggere >


PEZZO DI Tommaso Lana, mercoledì 8 agosto 2012, alle 11:20 | Roba politica
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