lunedì 4 aprile 2011

L’effetto Fukushima

Forse è un punto di vista un po’ cinico ma ho la sensazione che l’incidente di Fukushima abbia generato in Germania degli effetti collaterali molto più profondi che altrove in Europa.
La stampa internazionale e quella italiana hanno documentato l’effetto Fukushima raccontando del cambio di poltrone del governo regionale a Stoccarda, della correzione di tiro del governo nazionale in materia di politiche energetiche e del risveglio della società civile contro il nucleare. Poi è successo dell’altro.
L’effetto Fukushima, per esempio, ha portato i verdi e i socialdemocratici a cavalcare l’onda emotiva dell’incidente nucleare durante la campagna elettorale per le regionali; l’uso di Fukushima come macabro testimonial ha sospinto anche la campagna abbonamenti del settimanale d’opinione Die Zeit – che è bello, è figo e tutto, però se metti in prima pagina questo titolo (cioè un Basta con le bugie!) tre giorni dopo un incidente nucleare, probabilmente riesci a vendere il tuo prodotto anche a quelli della Lista NoEuro, ma stai anche prendendo in giro i tuoi lettori abituali.
Approfittare della tragedia in Giappone per favorire un cambio di direzione della politica interna o aggiustare il bilancio di un settore in crisi è parso una cosa normale. Purtroppo anche a sinistra. Continua a leggere >


PEZZO DI Tommaso Lana, lunedì 4 aprile 2011, alle 23:24 | Roba politica
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venerdì 18 marzo 2011

Aspettando il SuperGAU 2

Ieri la Süddeutsche Zeitung ha messo in rete il glossario delle catastrofi nucleari. Forse anche a Monaco non ne potevano più del GAU e mica GAU (vedi prima puntata). Poi questa mattina alle 8 e 20 il canale radiofonico nazionale Deutschland Radio Kultur, con i toni pacati di quando la cultura va nell’etere, ha trasmesso la fiera della fobia:  la corrispondente dalla California Kerstin Zilm ha presentato un servizio intitolato fare surf vicino alla centrale nucleare. Vi prego, basta; adesso rido.
Provate solo ad immaginarveli i surfisti fighi della California rispondere alla domanda ‘ha paura che un terremoto devastante generi uno tsunami e danneggi la centrale che c’è proprio lì dietro’? E quelli in spiaggia, abbronzati, gentili, dicevano: ‘guardi che noi si rischia la vita ad ogni onda e nel Pacifico ci sono pure gli squali’.

Avevo giurato che avrei lasciato stare l’argomento ansia, va bene. La prendo dall’altra parte. Mentre da una settimana si respira un’aria da chiudete tutte le centrali atomiche di casa nostra subito adesso ora, il ministero dell’ambiente ha messo giù un bel preventivo; Stefan Schultz nell’edizione on-line dello Spiegel di ieri lo spiega (al momento in rete c’è solo in tedesco). La buona notizia è: la Germania può uscire completamente dal nucleare già nel 2020; la cattiva, costerà 230 miliardi di Euro. Continua a leggere >


PEZZO DI Tommaso Lana, venerdì 18 marzo 2011, alle 12:58 | Roba politica
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mercoledì 16 marzo 2011

Aspettando il SuperGAU

E’ l’ultima volta, giuro, poi non ne parlo più. Ieri Francesco Costa ha scritto un gran pezzo sulla paura. Oggi piove e mi tocca scrivere una roba sulla fobia, o sulla follia; decidete voi.
Questa mattina il mondo politico ha aperto un dibattito da campagna elettorale in trincea: si discute se sia legittimo o meno l’ordine di sospendere provvisoriamente l’attività delle 7 centrali nucleari più vecchie. In effetti il governo non ha interrogato il parlamento sulla chiusura degli impianti, quindi le regioni in cui si trovano le centrali – e naturalmente anche i gestori – potrebbero anche opporsi alla decisione della Merkel. Insomma, il palazzo sta facendo casino.

Fuori intanto il paese è impazzito: c’è gente che compra contatori Geiger per misurare la radioattività in giardino, ingurgita pillole di ioduro di potassio, non mangia più sushi; in attesa che succeda un GAU.
Questa onomatopea è l’acronimo di größter anzunehmender Unfall, cioè il massimo incidente nucleare possibile. GAU è diventata la parola più usata da chiunque; da cinque giorni in giro si sente questa domanda: ‘ci sarà un GAU o un SuperGAU?’

Qualcuno manda aiuti logistici in Giappone; la Lufthansa da oggi non vola più su Tokio; l’allenatore dello Schalke 04 è appena stato esonerato.
Basta, non sta succedendo nient’altro in questo grande paese.
Sembra che tutti stiano solo aspettando una grande esplosione.

PS: Ah, poi ci sarebbero anche gli ecologisti.


PEZZO DI Tommaso Lana, mercoledì 16 marzo 2011, alle 13:55 | Roba politica
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lunedì 14 marzo 2011

Paura di perdere

Oggi su tutte le radio, televisioni, siti web c’erano esperti ecologisti, portavoce dell’opposizione e anche pistola presi a caso a dire una cosa sola: nel caso un attacco terroristico dal cielo - un aereo - colpisse uno dei nostri impianti nucleari più datati, sarebbero cazzi. Questo hanno detto; tutto il santo giorno. Nessun discorso serio contro il nucleare, nessun ragionamento sensato sul fabbisogno nazionale di energia nei prossimi dodici anni (pare che qui le rinnovabili non riescano nel medio periodo a sostituire carbone ed energia da fusione).

Per vincere le elezioni regionali si è deciso di fare tanta paura alla gente. Risultato: per non perdere le regionali il governo ha appena chiuso le centrali vecchiette: Neckarwestheim I, Biblis A, Isar I.

Però la politica non si fa così.

PS: Intanto qui del Giappone non frega quasi niente a nessuno.


PEZZO DI Tommaso Lana, lunedì 14 marzo 2011, alle 21:22 | Roba politica
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domenica 13 marzo 2011

Sciacalli a distanza

Si possono avere opinioni differenti, tutte in parte condivisibili, sull’energia. Oggi ho deciso di stare dalla parte di Stewart Brand e non muovermi più di lì, perchè quelli che dicono di far politica a favore dell’ambiente ieri pomeriggio mi hanno disgustato. Qui le centrali atomiche ci sono; i terremoti no. Tutti sanno cosa sta succedendo alla gente in Giappone e alla centrale di Fukushima; non sono ancora passati tre giorni. Ieri pomeriggio però i Verdi e i Socialdemocratici, cioè l’opposizione, hanno rubato la scena dell’informazione alle vittime, agli evacuati, alla catastrofe e con un tempismo da pescecane hanno riaperto la questione del nucleare in Germania. Tutti i loro discorsi miravano a creare panico speculando sul disastro atomico imminente; nessuno ha fatto notare che è impossibile che si verifichi un sisma da record in mezzo alla Svevia, nessuno ha pensato di essere semplicemente fuori luogo. Siamo in campagna elettorale per le elezioni regionali e oggi inizia il vertice nazionale dei produttori di energia. Quindi vale tutto, avranno pensato; anche i sessantamila ecologisti che ieri pomeriggio hanno fatto la catena umana attorno ad una centrale atomica dalle parti di Stoccarda. All’umanità non guardava più nessuno.


PEZZO DI Tommaso Lana, domenica 13 marzo 2011, alle 08:24 | Roba politica
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