martedì 27 marzo 2012

Un po’ a sinistra, soprattutto in alto

La regione della Saar per estensione geografica è un po’ come la Valle d’Aosta. Ci sono meno montagne, più carbone e qualche abitante in più. Dopo le elezioni regionali di domenica in Saarland il partito dei Pirati tedeschi è entrato nel piccolo parlamento ottenendo quattro seggi. E adesso i Pirati sono un partito come gli altri, che vuol dire: se gli avversari, la stampa, la tele, tutti ti trattano come un partito normale perché non rappresenti più una novità, devi essere pronto, aver capito come funziona il giro del mainstream, essere in grado di reagire.

Per chiarirsi — una volta e poi si va oltre — i Pirati non sono un movimento classificabile utilizzando un vecchio manuale di storia dei partiti politici. Nel 2009 hanno provato a posizionarsi in uno schema, così, per facilitare le cose; ma il loro posto in quel triangolo da impallinati dell’infografica è instabile, si espande. La macchia arancione adesso è più grande e si gonfia verso l’altezza, tende al giallo, prova a non farsi succhiare nell’ortocentro, punta al vertice più vicino.

C’è una trasmissione di ZDF che si chiede se possano essere dei «liberali migliori», visto che i liberali tradizionali, la FDP, da oltre un anno scivola rovinosamente verso lo zero virgola: chissà.
I Pirati sono smanettoni, giovani, un po’ bravi, un po’ inesperti, un po’ egoisti. Possono cambiare il cerimoniale della politica, non il mondo, se la classe politica li vorrà ascoltare.

Per ora i politici concorrenti sembrano interessati soltanto a randellarli forte e i Pirati imparano a prenderle. Ieri, presumo con un con un certo orrore, hanno scoperto di assomigliare molto agli altri partiti, almeno nei modi. Adesso infatti si dicono “indignati”; anzi è la stampa che riferisce, speriamo per un sentito dire con una base di verità.

È successo che un esponente della FDP durante un dibattito in tivù ha accusato il partito pirata di «tirannia delle masse»; con ‘masse’ intendeva la gente che ha a che fare con la rete. Va be’, robetta.

Poi mentre il segretario generale della SPD Andrea Nahles commentava i risultati elettorali in Saarland alla radio le è partito un:

«Il mio obiettivo è tenere i Pirati fuori dal Parlamento nazionale».

Che non è una cosa bella da sentire da un socialdemocratico, ma di nuovo: va be’, era una reazione a caldo, la politica è fatta anche così.

Ecco, sembra tutto normale, fino a un certo punto: i vecchi hanno paura di perdere voti, fanno dichiarazioni sconvenienti e un po’ cialtrone, non vogliono capire i giovani. I giovani però stavolta piacciono, interessano; e la democrazia funziona.

Meglio fermarsi qui, allora.

Grafica: wiki.piratenpartei.de


PEZZO DI Tommaso Lana, martedì 27 marzo 2012, alle 10:05 | Roba politica
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1 Commento »

  1. Io ho l’impressione che i Pirati siano un po’ come i grillini in Italia ma senza la zavorra di Grillo. Un misto di antipolitica e sfiducia verso i partiti, più il concetto della democrazia diretta attraverso Internet e molta inesperienza su temi più complessi. E se non mi sbaglio sono stati proprio loro a candidarsi come i nuovi liberali. Molti mi pare tendono a buttarli a sinistra, ma io non li collocherei con tanta sicurezza. Forse è vero che possono essere i nuovi liberali. Di certo è che pure al loro interno su molte cose sono parecchio confusi. Se non sbaglio in Macleburgo Pomerania hanno scoperto che un loro eletto veniva dalla NPD.
    In sintesi, sò ragazzi…

    Commento by David — mercoledì 28 marzo 2012 @ 19:14

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